AIFA, ISS, Assobiotec. Accordo per ricerca più veloce
Agevolare l'avvio in Italia di un numero sempre maggiore di sperimentazioni cliniche di fase precoce (I e II) sui farmaci, a oggi poco sviluppate sul territorio nazionale.
Questo l'obiettivo di un accordo siglato ieri a Roma dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e dall'Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (Assobiotec), in occasione dell'assemblea della stessa associazione.
"Con questo accordo - ha sottolineato Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec - intendiamo agire concretamente per rafforzare la capacità del nostro Paese di attrarre risorse preziose, quelle che derivano dalla scelta delle imprese biofarmaceutiche di localizzare sul nostro territorio gli investimenti per svolgere gli studi clinici di fase precoce. Abbiamo infatti un enorme potenziale: l'Italia in pochi anni ha portato allo sviluppo ben 136 prodotti e ce ne sono 132 in fase preclinica che nei prossimi mesi dovranno arrivare ai test sull'uomo, e vogliamo che lo facciano nel nostro Paese".
"L'intesa siglata oggi (ieri ndr) - ha aggiunto Guido Rasi, direttore generale dell'Aifa - credo sia l'inizio di un nuovo trend di collaborazione fra pubblico e privato. L'Italia sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi europei a causa di un sistema strutturato in modo poco efficiente, con troppe lungaggini burocratiche e autorizzative. In più, manca la cultura della fase I. L'accordo metterà in piedi un tavolo permanente per disegnare insieme le nuove regole del gioco, per proporre nuove leggi e per applicare bene quelle esistenti. Al settore produttivo, a fronte del nostro impegno, chiediamo di effettuare in Italia le fasi precoci di ricerca clinica almeno per il 50% delle molecole attualmente in fase preclinica o di 'discovery'".
"La sperimentazione clinica - ha affermato Enrico Garaci, presidente dell'Iss - rappresenta oggi una delle criticità del nostro sistema: questo accordo può essere quindi un importante strumento per migliorare in tale direzione. Da parte nostra, come Iss, sosterremo questa iniziativa con ogni sforzo, specialmente per quello che riguarda la fase I. Diamo seguito a un impegno già preso di trasparenza e di efficienza che ha portato a ridurre i tempi per la valutazione dai 100 giorni del 2005 ai 45 di oggi, a fronte del fatto che sono triplicate le domande rispetto al 2005-2007, specialmente quelle per sperimentazioni di fase I provenienti da altri Paesi, incrementate del 20%".
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Pagina pubblicata il 28 maggio 2009